5 miliardi persi per le sanzioni alla Russia

di Daniele Pace Commenta

sanzioni russiaPer ZPC (Zeno Poggi Consulting) le industrie italiane hanno perso ben 5 miliardi di euro a causa delle sanzioni alla Russia, e altri per le sanzioni verso altri paesi, come l’Iran, dove il settore bancario italiano ha alzato bandiera bianca, pagando un prezzo alto senza invece avere un “effetto” su quei paesi. L’Iran ha infatti riaperto Banca Sepah a Roma, sostituendo in tutte le operazioni Unicredit e Intesa hanno scelto di non operare.

Sono soprattutto il settore del turismo, del lusso e della meccanica a pagare il prezzo più alto, argomento questo che Zeno Poggi sottolinea. Le sanzioni sono inutili, perché non è la politica a pagarle, ma le aziende, con il risultato che la Russia ha semplicemente sostituito a costo zero le aziende italiane con altre di paesi che non hanno aderito agli embarghi occidentali, ponendo a loro volta dazi molto alti per evitare la penetrazione dei paesi che le avevano applicate.

Non solo, Poggi ha grandi dubbi sia sul merito che sull’effetto delle sanzioni. L’esempio è quello della Turchia, che ha sostituito la Russia come partner commerciale dell’Italia. Se le sanzioni sono state applicate per presunta etica democratica, contro il “dittatore” Putin, hanno avuto l’effetto di favorire un paese considerato poco democratico come quello turco.

Per Poggi, le ritorsioni russe verso i prodotti occidentali, sono più che legittime, ma a pagare sono solo le aziende.

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