Alitalia: se i lavoratori dicono si…

di Daniele Pace Commenta

AlitaliaLa vicenda Alitalia sta per arrivare alle battute finali, dopo giorni di trattative e interventi del governo, per tentare di evitare il commissariamento e gettare a mare la compagnia. Dopo aver convinto gli azionisti e le banche, a mettere i soldi necessari per la ristrutturazione, manca solo il sì dei lavoratori, al nuovo piano di ristrutturazione, sì che arriverà attraverso il referendum che si svolgerà dal 20 al 24 aprile. Apertura urne alle 6 del mattino e chiusura a mezzanotte, per i dipendenti della compagnia aerea, che dovranno pronunciarsi su quanto finora stabilito dai vertici. Programma che vedrà la consueta “limatina” ai dipendenti. Se ci dovesse essere il no dei lavoratori, allora tutto potrebbe saltare. Secondo il segretario Claudio Tarlazzi, di Uiltrasporti, non c’è nemmeno il tempo di convocare le assemblee. Niente confronto tra dipendenti dunque, e votazione “al buio”. Difficile fare previsioni quindi, anche se la paura di perdere il posto di lavoro dovrebbe vincere sui dubbi per le condizioni imposte da una compagnia che non riesce a “decollare”, pur cambiando manager, ma sempre di grido. I seggi saranno aperti agli aeroporti di Linate, Malpensa e Fiumicino, e i tempi sono già molto stretti. Non potendo convocare le assemblee, il voto sarà libero, secondo coscienza, anche se Ivan Viglietti, responsabile per i piloti della Uiltrasporti, ha voluto chiarire la sua posizione di voto, orientata al no.

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