Ilva in sciopero

di Daniele Pace Commenta

ilvaIl piano di ristrutturazione dell’Ilva, che prevede 4mila esuberi, ha scatenato le ire di sindacati e lavoratori, che sono scesi in sciopero contro le nuove misure, definite inaccettabili, perché prevedono l’azzeramento delle anzianità e la riassunzione secondo la normativa del Jobs act.

Uno sciopero che vede anche le regioni, i municipi e le diocesi dei comuni interessati appoggiare i lavoratori che hanno aderito in massa alla protesta. Sembra infatti che lo sciopero abbia riscosso il 100% dei consensi.

I sindacati chiedono dei piani di rilancio per l’acciaio italiano, materiale che nel prossimo futuro sarà sempre utilizzato nelle infrastrutture che in molti paesi sono già in progetto. Oggi c’è un incontro al Ministero dello Sviluppo economico, in cui verranno rivisti gli accordi di acquisto per chiarire le posizioni. Da verificare se il rilancio dell’acciaieria, al momento dell’acquisto, prevedeva i 4.000 esuberi e le nuove condizioni contrattuali. Ma il governo apre agli esuberi che potranno essere assunti nelle attività di riqualificazione ambientale del sito di Taranto, ancora sotto l’amministrazione straordinaria. La Fiom parla di “arroganza e inaffidabilità”, e di provocazioni da parte della dirigenza dell’azienda.

Ma è la perdita delle garanzie dell’art.18 a far scattare le proteste di sindacati e lavoratori, che non vogliono tornare a condizioni da neoassunti, dopo aver lavorato per anni in azienda.

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