La lista delle aziende in crisi per l’avvento dell’e-commerce

di Daniele Pace Commenta

tronyLa rivoluzione dell’e-commerce ha portato certamente dei vantaggi agli utenti, ma anche creato nuove situazioni, con la crisi di molte aziende che non riescono più a tenere il passo e sono costrette a chiudere alcuni punti vendita.

Si tratta di una rivoluzione a cui alcuni colossi non sono riusciti ad adeguarsi, e chi ci è riuscito, ha dovuto comunque ridimensionare gli organici, che fino a ieri erano indispensabili per i punti vendita.

Le aziende in crisi

Tra le aziende in crisi, spicca Trony, con la chiusura di ben 35 punti vendita in cui lavoravano 466 persone, oggi sena stipendio. Il Mise discuterà della situazione a fine mese, con la possibilità che qualcuno acquisti almeno 8 esercizi.

Sempre per il settore dell’elettronica, chiude i battenti a Milano e Grosseto la Mediamarket, che si trasferisce a Curno. Altri 17 punti vendita hanno sospeso le attività in tutta Italia. Coinvolti circa 200 lavoratori.

Tuodì invece trasferisce 61 negozi, e 324 lavoratori. È possibile che quasi 100 negozi vengano venduti a nuove proprietà.

Anche Auchan è in piena crisi, con la chiusura di due ipermercati in cui lavorano 260 persone. Addio a Napoli Argine e Catania La Rena, e tre anni fa era partito il licenziamento collettivo di 1.400 persone.

Sofferenza e cessioni anche per Dico Discount, Limoni-douglas, Conbipel, Mercatone Uno (3.000 dipendenti coinvolti) e Conforama.

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