Nuovi impianti industriali

di Daniele Pace Commenta

Quando si deve realizzare un nuovo impianto industriale, le valutazioni da fare sono molte, e in genere si tratta di impianti di grosso impatto, come ad esempio centrali termo-elettriche, o a biomasse o anche a gas, ma si possono progettare anche termovalorizzatori, raffinerie, industrie di produzione, e quanto altro serva alla produzione industriale. Questi tipi di impianti hanno degli impatti sia economici, che ambientali, e geoeconomici, nonché occupazionali. La stima deve essere sempre fatta seguendo il filo logico dei costi-benefici, per ogni settore di quelli menzionati. Se da una parte infatti, possiamo dire che un nuovo impianto è un creatore di ricchezza economica, sia per il lavoro indotto che per l’aumento dei redditi, a livello locale e nazionale, dall’altra, si deve sempre tener presente che questo tipi di impianti comportano sempre modificazioni del territorio, sia a livello ambientale, che paesaggistico e sociale. A livello ambientale bisogna tener conto dei livelli di inquinamento che un impianto può apportare sia nell’aria che nella terra. Nei terreni agricoli potrebbe esserci un impatto che poi si riflette sulla salute pubblica, con costi che superano i benefici. Dal punto di vista paesaggistico, un impianto potrebbe cambiare il panorama naturale e storico di una zona, rovinandolo irrimediabilmente. Dal punto di vista sociale, un grande impianto potrebbe modificare il tessuto di un’area, influire sugli indirizzi economici e sulle fonti di reddito, decidendo la classe sociale della zona.

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