OVS, la campagna di Svizzera è una disfatta

di Daniele Pace Commenta

OVSOVS, il marchio italiano di abbigliamento, sta conoscendo una vera e propria disfatta in Svizzera, dove aveva rilevato il marchio Vögele, che nel paese elvetico era una punto di riferimento. Doveva essere la sfida ai colossi internazionali come H&M, e invece stanno per iniziare i licenziamenti.

Dopo un anno sono già 300 i lavoratori che hanno perso il posto, al centro di logistica di Pfäffikon. Secondo i sindacati svizzeri, OVS ha una gestione caotica che la sta affossando, nonostante i grandi annunci della vigilia.

I numeri

A denunciare la disfatta è il quotidiano Blick. Stefano Beraldo, patron di OVS, nel nel 2016 aveva realizzato ricavi per 1,36 miliardi di euro, e aveva utilizzato gli utili per l’acquisto degli 800 punti vendita di Vögele, in tutta Europa. Le premesse erano quelle di rivoltare Vögele come un calzino, e salvare i 1000 posti di lavoro a rischio di licenziamento, e di assumere da 150 a 200 nuovi lavoratori.

Iniziano a chiudere i primi punti vendita. Nel Canton Friburgo, a Guin, è stato chiuso il primo negozio. Per OVS le difficoltà sono logistiche, tanto da aver annunciato una contrattazione per la riduzione dei canoni di locazione con proprietari degli immobili. Questa la soluzione individuata, per restare in Svizzera. Ma secondo gli analisti, sono le condizioni di mercato ad essere cambiate in Svizzera. Troppa offerta, rispetto alla domanda.

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