Popolare di Bari, va a gonfie vele il progetto di pulizia dei propri bilanci

di gianni puglisi Commenta

È finalmente terminato il percorso della seconda cartolarizzazione che è stata portata avanti da parte della Popolare di Bari e dalla sua controllata Cassa di Risparmio di Orvieto. Si tratta di un’operazione che si riferisce a dei crediti deteriorati con il rating. Un’operazione che presenta un valore totale che si aggira intorno al 32,7% rispetto al valore nominale.

Si tratta di una mossa che comunque si inserisce all’interno di un progetto ben preciso. Il riferimento è chiaramente al piano di dismissione disposto su più anni e pari a 800 milioni di euro. La prima parte di tale piano è stata portata a termine nello scorso anno e corrispondeva a circa 480 milioni di euro.

Lo scorso 16 novembre, infatti, la Banca Popolare di Bari aveva chiuso per la cessione di un portafoglio di sofferenze per un valore lordo pari a ben 319,8 milioni di euro. Il veicolo di cartolarizzazione che ha acquistato tale portafoglio ha poi a sua volta emesso tre tranche di notes ABS. La prima senior, con rating BBB-/Baa3/BBB di 80,9 milioni di euro con tanto di eleggibilità per la Gacs. La seconda tranche è la mezzanine, con rating B (low) e B+, pari a 10,1 milioni di euro. Infine, la tranche junior da 13,5 milioni di euro, senza alcun rating. Il valore totale delle notes che sono state emesse equivale a circa il 32,7% dei credit che sono stati oggetto della cessione.

Un’operazione che è stata conclusa con moderata soddisfazione, soprattutto per il risultato raggiunto a livello di tranching, visto che è stato ricavato qualcosa come il 28,5% del valore lordo di titoli che potevano fregiarsi del rating. Prelios Credit Servicing ha ricevuto, tra le altre cose, la nomina come servicer del portafoglio che è stato cartolarizzato. Proprio per questo motivo, la sua mansione sarà quello di responsabile delle attività di master e special servicing per tutto l’iter dell’operazione.

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