Quando il settore immobiliare e quello fintech si incontrano, nasce Housers

di gianni puglisi Commenta

Esattamente come tanti altri settori, anche quello del mattone non poteva non evolversi verso una direzione che tenesse conto delle nuove tecnologie. Ed ecco spiegato il motivo per cui non poteva non avere successo uno strumento di finanza alternativo come il crowdfunding. E, di riflesso, anche l’avvento in Italia di una nuova società legata a questo specifico settore, Housers, non poteva che attirare un grande interesse. Questa società che si occupa di lending crowdfunding real estate ha fatto il suo esordio in Italia nel mese di luglio.

In poche parole, questa startup offre a chiunque l’opportunità di investire nel settore immobiliare anche con soli 50 euro. Sembra una pazzia, eppure è un’idea che ha riscosso un enorme successo in Spagna, per non parlare chiaramente di UK e Usa, dove questo fenomeno è già molto conosciuto e abbondano le società che offrono tale servizio online. La possibilità di investire non è legata solamente ad immobili italiani, ma anche ad appartamenti che si trovano in altre capitali europee.

E proprio a Milano sono state già finanziate per intero tre proposte immobiliari e un’altra in fase di raccolta da pochi giorni. Addirittura il terzo immobile, in zona Bovisa, è stato finanziato con tempistiche veramente da record, dato che la raccolta dei soldi necessari per portare a termine l’operazione è durata solamente sei giorni. La scelta di avviare il progetto di internazionalizzazione proprio dall’Italia si è rivelata vincente, come sottolinea anche il CEO di Housers Italia, Giovanni Buono, che ha sottolineato che i primi risultati italiani hanno permesso di alzare l’asticella anche in merito agli obiettivi strategici futuri: si punta, nel giro di dodici mesi, ad arrivare a toccare i 30 mila utenti attivi, ampliando chiaramente la vetrina di immobili offerti fino a 35 unità immobiliari tra Torino, Roma e Milano. E il mondo della finanza e del fintech ha risposto con entusiasmo, evidenziando come finalmente in Italia si potrà conoscere più da vicino la realtà del crowdfunding, già presente in tante altre nazioni europee.

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