Uber: i cittadini inglesi scendono in campo

di Daniele Pace Commenta

uberLa scorsa settimana, la Tfl (transport for London) a cui fanno riferimento i trasporti pubblici della capitale inglese, aveva revocato la licenza della famosa app di taxi, che ora, nel suo ricorso, conta sulla reazione dei cittadini, che vedono sparire un mezzo di trasporto economico, in una città dove il prezzo del trasporto pubblico è sempre stato alto.

Così la petizione è schizzata a 750mila firme in soli 3 giorni, e sicuramente arriverà a milione ed oltre, entro la fine della settimana, visto che nella sola Londra, l’app è stata caricata da 3 milioni di utenti.

Le Toyota Prius elettriche utilizzate dai 40 mila autisti Uber sono ormai un classico nella capitale, e i cittadini non vogliono perdere l’economicità dei loro servizi, e forse, si arriverà ad un compromesso, vista la reazione dei londinesi. Il sindaco Sadiq Khan non può perdere consensi, e Uber non rinuncerà ad uno dei suoi mercati più grandi, così c’è stato anche un mea culpa da parte dell’amministratore delegato Dara Koshrowshahi sugli errori dell’azienda. C’è dunque la promessa di un cambiamento, per ottenere un rinnovo di cinque anni per la licenza londinese. Anche le contestazioni della Tfl starebbero vacillando, visto che delle presunte quattro norme violate al regolamento, almeno due sarebbero a carico della stessa autorità pubblica della città. Si tratta dei controlli medici e delle verifiche dei precedenti penali degli autisti, che però sono gestiti dalla Tfl che non li avrebbe eseguiti, liberando di fatto Uber dalle responsabilità. Ma da mercoledì, saranno gli avvocati a gestire la situazione.

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