L’archeologia industriale dell’isola di Malta

di Simone Ricci Commenta

Una settimana fa si è tenuta a Malta una conferenza sul patrimonio industriale dell’isola mediterranea: il titolo di questa conferenza, “Approcci all’eredità industriale maltese: cosa funziona?”, fa intendere come ci si sia concentrati su aspetti piuttosto particolari del passato industriale di Malta, in modo da poter ottenere il giusto apprezzamento dalle generazioni future. L’organizzazione è stata curata dalla The Farsons Foundation, in collaborazione con il Dipartimento del Patrimonio Industriale dell’Università di Malta. Dopo un’ampia introduzione dedicata alla Rivoluzione Industriale britannica del XVIII secolo, è stato il momento di parlare delle eredità che sono state lasciate nel territorio in questione.

Ad esempio, può essere citata senza dubbio la Fonderia di Taylor, nella città di Loughborough (contea del Leicestershire), la quale è stata in grado di fornire le campane destinate alle chiese maltesi. In questo scorcio di ‘700 e all’inizio dell’800, si sono sviluppati siti e monumenti industriali che sono poi diventati delle vere e proprie attrazioni. Basta pensare alle ferrovie, agli stabilimenti e ad altri impianti. Ma che tipo di industria si è venuta conformando da queste parti? Nel dettaglio, la storia più interessante può essere fatta cominciare negli anni Sessanta del secolo scorso. È in questo periodo, infatti, che si presta una maggiore attenzione ai manufatti a basso costo di produzione.

C’è però un caso emblematico in questo senso, vale a dire la Centrale di Kordin, negli anni scorsi dismessa dopo una complessa bonifica, la quale ha riguardato la rimozione di amianto dall’impianto di generazione e anche da altre aree. L’impianto in questo è stato definito e descritto come uno dei luoghi più suggestivi in assoluto dell’archeologia industriale nell’isola di Malta: in pratica, essa era caratterizzata da una serie di tunnel, con all’interno la centrale elettrica e i quadri associati. La sua costruzione risale al periodo precedente la Seconda Guerra Mondiale, ma l’utilizzo maggiore avvenne ad opera dell’esercito britannico, fino al momento della loro partenza nel 1979.

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