Archeologia industriale: la nuova vita della centrale elettrica di Battersea

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L’Inghilterra ci insegna in maniera semplice ed efficace come è possibile sfruttare con successo il patrimonio industriale: uno degli esemplari archeologici più interessanti del paese, la centrale elettrica di Battersea (ci troviamo a Londra per la precisione), non viene più fatto funzionare da ben tre decenni, ma ora è giunto il momento per una modifica importante. In effetti, questo impianto diventerà un grande complesso di edifici, case ad uso residenziale, uffici, negozi, con la ciliegina sulla torta di un teatro.

Il premier britannico David Cameron ha mostrato grande entusiasmo al momento dell’inaugurazione dei lavori, una serie di restauri e conversioni che promettono molto. Di conseguenza, le ciminiere della centrale in questione diventeranno il simbolo del lusso, in quanto il cento che si ha in mente prevede circa un centinaio di costruzioni. Il finanziamento del progetto è stato garantito dalla stessa città di Londra, la quale ha messo a disposizione un plafond di otto miliardi di sterline. Le aspettative sono molto alte, dato che potrebbero risentirne in maniera benefica il mercato del lavoro (e di occupazione c’è tanto bisogno di questi tempi), senza dimenticare gli investimenti esteri nel Regno Unito.

Tra l’altro, quest’ultimo fa sempre più gola a paesi arabi e asiatici, in primis il Qatar, il Kuwait e la Malesia, dunque certe occasioni non possono che essere colte al volo. Qualche cenno storico può aiutare a capire meglio che cosa è stato lo stabilimento di Battersea. La sua principale funzione è stata sempre quella di produrre elettricità, ma il suo utilizzo si è ridotto in maniera progressiva, fino al 1983, l’ultimo anno ufficiale di attività. Non è la prima volta che si pensa di sfruttare la centrale per uno scopo nuovo di zecca, tra le ipotesi che sono circolate nel corso degli anni ci sono anche gli stadi e i parchi divertimenti. Ora, però, ci si sta avventurando nel progetto definitivo.

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