Archeologia industriale: le officine Einstein-Garrone di Pavia

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Pavia è un’importante attrazione turistica per il suo patrimonio artistico e per la sua posizione strategica nella cosiddetta via Francigena.

Ma il comune lombardo presenta anche un interessante esempio di archeologia industriale: si tratta delle Officine Einstein-Garrone, una importante fabbrica elettrica ed elettronica che operò qui tra fine ‘800 e inizio ‘900 e di cui si possono ancora ammirare gli edifici. Il nome Einstein fa subito venire in mente il celebre e geniale fisico Albert Einstein, autore della teoria della Relatività, ed in effetti il padre Hermann era uno dei due proprietari della fabbrica in questione.


Alcuni documenti della Camera di Commercio pavese hanno consentito di ricostruire la storia di questa preziosa testimonianza industriale: lo stabilimento venne eretto nell’estate del 1894 con l’intento di occuparsi di apparecchi elettrotecnici, tra cui dinamo e motori a corrente continua, lampade ad arco, amperometri, interruttori e contatori. Oltre che del vapore, si utilizzava abbondantemente anche il salto d’acqua del vicino naviglio.

Le officine, poi, riuscivano ad occupare ottanta persone e contribuì alla realizzazione di impianti pubblici di illuminazione elettrica, allargando l’orizzonte anche ad altre città, come Bologna e Novi Ligure. C’è infine da sottolineare come questa azienda avesse riunito tutti i propri operai e addetti in una Associazione di Mutuo Soccorso per i casi di malattia e infortunio.

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