Le aziende giapponesi si affidano ai complessi industriali di Cambogia e Myanmar

di Simone Ricci Commenta

Grazie soprattutto ai bassi costi del lavoro e alla prossimità ad altre nazioni del Sud-Est asiatico, un numero crescente di società giapponesi sta operando nei complessi industriali della Cambogia e del Myanmar. Un esempio molto interessante in questo senso è offerto dalla Phnom Penh Special Economic Zone, situata nella capitale cambogiana, da cui prende appunto il nome. Si tratta di un distretto da 360 ettari, il quale è stato aperto e inaugurato nel 2008 e che è attualmente gestito da una joint venture composta da investitori locali e nipponici. Alcune delle compagnie in questione vantano anche operazioni di rilievo.

In particolare, la Denso Corporation, attiva nel settore automotive, ha deciso un mese fa di insediarsi proprio in quest’area. Tra l’altro, anche una importante società commerciale come Sumitomo Corporation ha svolto il suo ruolo fondamentale in questo parco industriale dallo scorso mese di giugno. La Sogo Shosha in questione ha avviato le sue operazioni industriali nell’Asia sud-orientale nel lontano 1990 e da quel momento ha decisamente incrementato i propri business, focalizzando la sua attenzione su paesi come le Filippine, l’Indonesia e la Thailandia. Che cosa c’è da dire, invece, in relazione al Myanmar, noto anche come Birmania?

In quest’ultima nazione, la stessa Sumitomo, ma anche Mitsubishi e Marubeni Corporation hanno sviluppato in maniera congiunta un parco industriale poco al di fuori della regione dello Yangon, il quale è stato ribattezzato come Thilawa Special Economic Zone. A fine marzo, inoltre, vi sarà la realizzazione di un ulteriore progetto di questo tipo, sempre con Giappone e Birmania in prima fila (2.400 ettari per la precisione). In quest’ultimo caso, comunque, rimane qualche dubbio in merito al sottosviluppo delle scorte energetiche, delle strade e di altre infrastrutture. La democrazia è però approdata da queste parti di recente, di conseguenza le aspettative industriali non possono che essere molto alte per quel che concerne i prossimi due o tre anni.

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