Come si fabbrica la dinamite

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Il nome dinamite viene di solito affibbiato agli esplosivi da mina a base di nitroglicerina, intimamente mescolata con qualche sostanza solida assorbente, in modo che sia facile e meno pericoloso sia il trasporto che maneggiare il tutto. Come assorbenti vengono impiegate varie sostanze che possono esser inerti, vale a dire senza alcuna influenza sul potere esplosivo della nitroglicerina, oppure attive, ovvero capaci di aumentarne in maniera più o meno notevole la potenza o di modificarne in un dato senso le proprietà esplosive.

Di conseguenza, le dinamiti possono essere distinte in due grandi categorie, cioè quelle a base inerte e quelle a base attiva. Fra le materie assorbenti inerti si utilizza di preferenza la farina fossile o la terra d’infusori (Kieselgur), macinata in modo molto fine, previa setacciatura e calcinazione. In qualche caso, poi, si impiegano anche altre materie terrose, come ad esempio la creta, il carbonato di magnesio, l’argilla, la silice e l’ocra. Gli assorbenti attivi possono essere sostanze combustibili (carbone, farina di legno, farine di cereali più o meno torrefatte, paraffina, vaselina e zolfo), ossidanti (nitrati di potassio, di sodio, di ammonio, di bario, e il clorato di potassio) o anche altri esplosivi (polvere pirica, nitrocellulosa e affini, come la pasta di paglia nitrata).

Alle dinamiti ad assorbente attivo si collegano le gelatine esplosive, costituite da nitroglicerina addizionata di una piccola quantità di nitrocellulosa (cotone collodio) e eventualmente con aggiunta di sostanze stabilizzanti (canfora e bicarbonato di sodio in primis). Alcune dinamiti, poi, ovvero quelle che esplodono con poca fiamma o anche senza, si prestano bene come esplosivi di sicurezza da utilizzare all’interno delle miniere. La fabbricazione consiste semplicemente nel portare a contatto con le sostanze assorbenti, in recipienti di legno rivestiti di piombo, la nitroglicerina e nel mescolare e impastare la massa con le dovute cautele. La foggia avviene in tipiche cartucce a forma di piccoli cilindri, avvolte a loro volta in carta paraffinata.

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