Euroswitch amplia la propria gamma di pressostati

di Simone Ricci Commenta

Euroswitch, società lombarda attiva sin dal 1978 nella progettazione e produzione di sensori di livello, ha fatto nuovamente parlare di sé per un prodotto industriale molto interessante: nello specifico, si tratta di un pressostato, vale a dire uno strumento che serve per la chiusura e l’apertura di un contatto elettrico al momento del raggiungimento di una determinata pressione.

Volendo essere più precisi, il modello in questione presenta un pistone e dei contatti di scambio, visto che è stato pensato appositamente per essere sfruttato in degli ambienti che si caratterizzano per una forte ossidazione, senza dimenticare quelle condizioni ambientali che si presentano come estremamente critiche. Il gruppo di Sale Marasino (siamo nella provincia di Brescia) ha focalizzato la propria attenzione, come sempre del resto, sulle certificazioni e in questo caso ha puntato sull’Atex, la quale fa riferimento all’omonima direttiva dell’Unione Europea relativa alle apparecchiature da impiegare in quelle zone che sono a forte rischio di esplosione (l’acronimo in questione sta proprio a identificare le parole francesi Atmosphères ed Explosibles). Il Pressostato 48, quello a cui si sta facendo riferimento, può essere tranquillamente installato nelle gasiere ed è in grado di avvertire quando vi sono dei grandi rischi per quel che concerne il trasporto di gas combustibile da un paese all’altro.

Il grado di pressione, in tal modo, non riesce a superare il livello massimo che è consentito. Quali sono le più importanti caratteristiche che Euroswitch può vantare per questo suo apparecchio? Anzitutto, il corpo del pressostato è stato realizzato in acciaio zincato, anche se esistono delle versioni in acciaio inox: i contatti elettrici sono in argento, mentre il peso totale è di 120 grammi. D’altronde, i pressostati e i vuotostati della compagnia bresciana sono capaci di spaziare tra un ampio campo di regolazione, vale a dire da -900 millibar fino a 400 bar, senza dimenticare gli indicatori di intasamento differenziali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>