Da Fincantieri a Sace: le controllate della Cdp e i conflitti d’interesse

di Clara Commenta

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Cassa depositi e prestiti controlla una miriade di società e proprio in questi giorni si trova a dover decidere i nomi che dovranno andare al vertice delle sue controllate.

Si parte con Fincantieri dove secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano in un articolo dal titolo “Chi vince al gioco delle poltrone con la politica sempre più debole”, la candidatura più accreditata come prossimo amministratore delegato è quella di Paolo Simioni.

Simioni è amministratore delegato di Atac, l’azienda per i trasporti autoferrotranviari di Roma che versa in brutte acque, è sostenuto da quella parte di pentastellati vicini al sindaco Virginia Raggi e andrebbe a prendere il posto dell’attuale ad Giuseppe Bono.

Quindi dalla disatrata Atac, Simioni andrebbe al vertice di una eccellenza italiana?

Fabrizio Palermo che sta a capo della Cassa depositi e prestiti, secondo quanto riporta Il Fatto, ha ricevuto la richiesta di mettere Paolo Simioni al vertice di Fincantieri da Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari regionali a cui il vicepremier Luigi Di Maio ha affidato l’incarico delle nomine.

Lo stesso Palermo è stato scelto per la Cdp da Buffagni che ha imposto il suo nome al ministro dell’Economia Giovanni Tria che invece aveva trovato in Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (Bei), il profilo professionale più consono.

La nomina di Simioni, da presentare al cda il 6 marzo, è solo una delle tante decisioni che la Cdp deve prendere nei prossimi giorni. Ci sono infatti da assegnare le poltrone di Eni, Poste, Terna, Snam, Italgas, Saipem, Sace specializzata nel settore assicurativo-finanziario e molte altre società.

Tra i protagonisti del “mercato manageriale” come viene definita nell’articolo la spartizione delle poltrone, c’è anche Claudia Bugno, fedelissima del ministro Tria, con un passato nel cda di Banca Etruria, nel comitato Roma 2024 e infine dirigente in Alitalia, fino a quando a marzo del 2018 non viene salvata da Giovanni Tria. La Bugno, oggi consigliere del ministro dell’Economia, sostiene e segnala nomi.

La presidenza della Sace è l’obiettivo di Andrea Pellegrini amico dell’amministratore delegato della Cdp Fabrizio Palermo che, come si legge su Il Fatto, l’ha voluto al suo fianco come senior advisor per le partecipate.

Pellegrini ha diversi conflitti di interessi in qualità di consulente all’interno della Cassa depositi e prestiti. È infatti consigliere di amministrazione della Maire Tecnimont, concorrente nell’impiantistica petrolifera della Saipem, che è controllata da Cdp dove l’advisor è Pellegrini.

Inoltre, è vicepresidente della catena alberghiera Ihc e sulle due catene di cui è azionista, Th Resorts e Rocco Forte Hotels, consiglia proprio la Cdp. A questo si aggiunge che è consigliere della Sias, una holding che opera nel settore delle concessioni autostradali, ed è nel consiglio di amministrazione della IDeA Capital Funds Sgr, società in cui il Gruppo De Agostini ha concentrato i propri investimenti in private equity, concorrente diretta dei fondi di private equity della Cdp.

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