Il difficile scenario congiunturale delle industrie varesine

di Simone Ricci Commenta

Uno scenario difficile: è questa la sintesi più azzeccata per descrivere la situazione in cui si trova il settore industriale della provincia di Varese, con l’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali che ha condotto un’interessante ma anche sconfortante indagine congiunturale. Già la scorsa estate, infatti, si era avuto a che fare con un pericoloso rallentamento del comparto, ma con l’autunno tutto si è concretizzato ancora di più. Il periodo temporale preso in esame è quello del terzo trimestre di quest’anno, vale a dire i tre mesi compresi tra giugno e settembre scorsi.

In particolare, il manifatturiero varesino sta risentendo pesantemente del contesto europeo piuttosto complesso, oltre che della recessione del nostro paese. Insomma, le performance delle imprese locali sono peggiorate in modo progressivo. Il rallentamento è stato provocato senza dubbio dal commercio internazionale poco dinamico, tanto è vero che l’aumento medio del 2012 dovrebbe essere pari a 2,5 punti percentuali (lo scorso anno si è registrato un più corposo +6,3%). Neanche le esportazioni, finora ancora di salvataggio del settore, sono riuscite a risollevare lo scenario complessivo. Un possibile recupero da parte delle industrie a cui si sta facendo riferimento potrebbe comunque avvenire alla fine dell’anno, ma occorrerà tenere costantemente d’occhio il commercio.

Un segnale evidente del rallentamento è senza dubbio quello relativo all’andamento della produzione: i primi due trimestri del 2012 possono essere considerati sostanzialmente stabili, mentre il terzo ha evidenziato una flessione dei livelli produttivi rispetto al periodo precedente. Il 70% delle imprese intervistate ha sottolineato proprio tali specifiche condizioni, con appena il 6% di esse che ha parlato di una crescita. Che aspettative vi sono ora per i prossimi mesi? Il futuro sembra essere improntato a una forte volatilità, con l’incertezza dell’economia italiana ed europea che la farà da padrona. Il 64% del campione preso in esame, in particolare, si attende un livello produttivo simile a quello attuale.

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