Inquinamento: le acque reflue industriali

di Simone Ricci Commenta

 Uno dei metodi per tutelare in maniera preventiva le risorse idriche è rappresentato senza dubbio dai piani di tutela delle acque; inoltre, bisogna disciplinare in maniera idonea ed adeguata anche gli scarichi industriali. Lo scarico non è altro che qualunque tipo di immissione diretta di acque reflue liquide, semiliquide e comunque da convogliare nelle acque superficiali, sul suolo e nella rete fognaria. Gli scarichi, inoltre, possono essere di diverso tipo; si distinguono, in particolare, le acque reflue domestiche (quelle che provengono da abitazioni e servizi, ma anche dal metabolismo umano), le acque reflue assimilate alle domestiche, le acque reflue urbane (un miscuglio di varia provenienza) e quelle reflue industriali, appunto, vale a dire le acque che vengono scaricate da edifici o installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione dei beni.

Gli scarichi di questo tipo, poi, devono essere autorizzati in maniera preventiva. L’autorizzazione a cui si sta facendo riferimento ha l’obiettivo di accertare la conformità dello scarico stesso ai valori limite di emissione fissati in osservanza degli obiettivi di qualità che sono stabiliti per ogni corpo ricettore; essa viene quindi rilasciata al titolare dell’attività industriale che ha originato lo scarico e in caso di costituzione di un consorzio tra più stabilimenti, spetta al consorzio medesimo, senza comunque far decadere le responsabilità dei soggetti singoli.

L’autorizzazione viene presentata solitamente alla provincia o al comune, nel caso in cui lo scarico si trovi in una pubblica fognatura (anche se la regione può prevedere una disciplina differente). Quali sono i contenuti specifici di questo documento? L’ipotesi delle acque reflue industriali è proprio uno dei più particolari, visto che nell’autorizzazione occorre indicare nel dettaglio le caratteristiche tecniche dello scarico che è coinvolto, quelle del corpo ricettore e anche quelle del processo produttivo, oltre ai sistemi di depurazione che sono stati utilizzati per ottenere il rispetto dei valori limiti di emissione.

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