Le lampade a vapori di sodio e mercurio

di Redazione Commenta

Le lampade a vapori di sodio e di mercurio rappresentano la soluzione caratteristica e tipica per l’illuminazione industriale destinata ai grandi capannoni, ai piazzali e ai depositi. Nell’illuminazione pubblica, poi, oltre a un sempre più esteso impiego di lampade a bulbo fluorescente, si è diffuso l’impiego di questi strumenti, a causa soprattutto della loro elevata efficienza e della loro luce gialla: in effetti, il classico utilizzo del passato, ma anche adesso è ben diffuso, è rappresentato dagli incroci stradali e questa colorazione consente agli automobilisti di comprendere che c’è un avviso di pericolo.

L’emissione monocromatica di queste lampade, inoltre, le rende poco adatte ad altre caratteristiche negative e all’impiego nell’illuminazione di altri tipi di ambienti. Sia il sodio che il mercurio permettono alle lampade di avere un rendimento piuttosto elevato; l’accensione è lenta, visto che la piena efficienza si ottiene solo dopo diversi minuti e nell’ipotesi di uno spegnimento occasionale è necessario attendere il raffreddamento della lampada prima di effettuare la nuova accensione. Il funzionamento a scarica, invece, richiede l’inserzione di reattori limitatori di corrente e il basso fattore di potenza rende obbligatorio l’impiego dei condensatori di rifasamento. Come tutte le lampade fluorescenti, anche quelle a vapori hanno un effetto cosiddetto stroboscopico che è opportuno eliminare con un oculato allacciamento dei gruppi di lampade alle fasi di alimentazione. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che tali lampade vengono alimentate da degli appositi trasformatori in serie che compiono anche la funzione di limitatori di corrente.

La corrente secondaria è costante, mentre è indispensabile la presenza delle valvole di tensione sulle derivazioni delle lampade stesse, in modo da ricostituire la continuità metallica del circuito nel caso di un guasto. Gli schemi di inserzione sono praticamente gli stessi per entrambi i tipi di lampada, l’unica differenza sta nelle caratteristiche tecniche dell’apparecchiatura ausiliaria: le valvole di tensione, infine, vanno montate anche sulle relative derivazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>