La lavorazione delle terre da fonderia

di Redazione Commenta

Le terre da fonderia devono rispondere a determinati e specifici requisiti: anzitutto, la plasticità, dato che esse devono assumere la forma che è impressa in tutti i suoi particolari. Inoltre, non si possono neanche dimenticare la coesione, con la terra che necessita dell’estrazione del modello senza lo sgretolamento, sopportando allo stesso tempo la spinta del metallo liquido. Per quel che riguarda la porosità, le terre da fonderia devono lasciarsi attraversare dall’aria che è cacciata fuori dall’ingresso del metallo fuso e deve consentire il passaggio dei gas (in primis il vapore acqueo) che si sviluppano durante la colata nella forma.

In aggiunta, si può citare anche la refrattarietà, vale a dire la resistenza di tali terre alle elevate temperature del metallo fuso. Le terre che vengono ricavate nelle zolle dalle cave non sono impiegabili in modo diretto, visto che non presentano allo stato naturale i requisiti necessari per una buona riuscita dei getti. Esse devono dunque subire una particolare lavorazione industriale. In linea di massima, la preparazione delle terre da fonderia consiste nella rielaborazione della sabbia usata e proveniente dallo sgretolamento delle forme dopo la solidificazione dei getti, aggiungendo una certa quantità di sabbia nuova, assieme a sostanze adatte (il tipico esempio è quello degli agglomeranti).

La sabbia che proviene dalla distaffatura viene innanzitutto sgretolata in un frantoio; nella fase successiva, poi, per mezzo di un separatore magnetico si eliminano dalla terra le impurità che sono costituite da piccoli pezzi di ferro (bave, scaglie, punte di rinforzo delle forme e quant’altro). Attraverso dei setacci rotativi o a scossa, si eliminano le ultime impurità e si classifica la terra a seconda della dimensione dei grani. Si mescola poi alla terra vecchia così rielaborata una certa quantità di terra nuova, in modo da sopperire alle perdite. La miscela in questione viene infine inviata alla molazzatura e poi agglomerata in grumi che bisogna sciogliere prima dell’impiego.

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