Macchinari industriali: i vari tipi di battipalo

di Simone Ricci Commenta

Il battipalo è quella macchina che viene impiegata per infiggere appunto i pali nel terreno (il nome alternativo è “berta”): le sue parti principali sono il maglio, con tanto di meccanismi per lo sgancio e il sollevamento, e l’incastellatura per la guida del palo durante l’infissione. Ne esistono di diversi tipi, ognuno di essi varia a seconda della costituzione della massa battente e dei suoi comandi. Vediamoli insieme uno per uno. Il battipalo a tirelle è costituito da una massa battente in ghisa e del peso compreso tra trecento e quattrocento chilogrammi; la stessa massa è fissata all’estremità di una fune che scorre sopra una carrucola posta sulla sommità di una impalcatura di profilati di ferro o di legno.

Lo sforzo per il sollevamento della massa viene spesso esercitato da più operai attraverso delle apposite tirelle. Il battipalo a scatto, invece, prevede una fune che è azionata da un verricello, comandato a sua volta da un motore elettrico che consente l’impiego di masse battenti di peso maggiore rispetto a quello descritto in precedenza (circa due tonnellate per la precisione). Il battipalo a vapore si caratterizza per un pistone oppure un cilindro che vanno a rappresentare la massa battente.

Nel primo caso, lo stantuffo, piuttosto pesante, funziona da maglio e un distributore mette automaticamente in comunicazione la parte inferiore del cilindro una volta con l’alimentazione del vapore e una volta con l’atmosfera, così da consentire il sollevamento graduale del pistone e la sua ricaduta istantanea sulla testa del palo. Nel tipo a cilindro battente, al contrario, il pistone viene fissato superiormente all’incastellatura per mezzo del suo gambo che presenta una foratura per tutta la sua lunghezza, fino a quasi la superficie di testa del pistone. Il vapore viene inviato a un rubinetto di comando che è posto sulla sommità del gambo stesso e passando attraverso quest’ultimo entra nella camera superiore del cilindro. Il battipalo ad aria compressa è simile all’ultimo caso descritto.

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