Metallografia microscopica: come analizzare i metalli industriali

di Redazione 1

La metallografia microscopica consiste sostanzialmente in un esame dei costituenti di un campione di metallo appunto: i costituenti in questione vengono posti in evidenza attraverso la spianatura e la lucidatura della superficie, senza dimenticare altre due fasi fondamentali, vale a dire l’attacco con degli opportuni reattivi e l’osservazione microscopica, seguita spesso dalla documentazione fotografica. Lo studio con piccoli ingrandimenti si chiama in gergo “macrografia” e serve proprio per osservare le forti eterogeneità che possono essere presenti, così come le soluzioni di continuità, in modo da riuscire a rilevare delle segregazioni, delle liquidazioni, delle disposizioni delle fibre e i correlativi sistemi di lavorazione.

C’è anche uno studio a ingrandimenti più forti, vale a dire oltre i cento e i duecento e in questo caso si parla tecnicamente di “micrografia”: essa serve per controllare le condizioni di equilibrio della lega esaminata in relazione al diagramma al quale essa appartiene, in modo da avere convenienti indicazioni sulle deformazioni dei grani e quindi sulle azioni meccaniche alle quali la lega è stata sottoposta. In aggiunta, in questo modo si hanno anche delle indicazioni preziose sul trattamento termico ricevuto in precedenza (attraverso l’esame della costituzione dei grani e delle loro dimensioni) e infine ci si riesce a orientare meglio tra i trattamenti a cui è ancora conveniente sottoporre il materiale, in relazione alla sua destinazione finale.

Come si preparano esattamente i campioni per la micrografia? I campioni vanno preparati normalmente con una piccola sezione: i metalli che non sono eccessivamente teneri si sgrossano con la lima e con la mola, evitando accuratamente qualsiasi tipo di riscaldamento, si impiegano quindi delle carte smerigliate sempre più fini (collocate su un cristallo che possa essere il più piano possibile) e si passa poi a delle carte finissime. Il passaggio finale, poi, viene rappresentato dalla finitura sul feltro o su un panno spruzzato con acqua, con tanto di ossido di alluminio in sospensione.

Commenti (1)

  1. Gli esami metallografici rappresentano una delle tecniche analitiche più importanti per la valutazione delle caratteristiche dei materiali metallici.
    Per lo studio delle superfici di rottura di particolari meccanici (frattografia), ho chiesto l’aiuto decisivo dell’azienda Tec-eurolab, che dispone di un laboratorio metallurgico attrezzato per le esigenze di testing.

    http://www.tec-eurolab.com/it/doc-193-1.aspx

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>