Nigeria: dall’Anambra partirà la rivoluzione industriale del paese

di Redazione Commenta

Olusegun Aganga, ministro nigeriano del Commercio e dell’Investimento, si è detto convinto del fatto che lo Stato di Anambra svolga un ruolo fondamentale per quel che concerne la “rivoluzione industriale” del paese africano: questa constatazione è avvenuta nel corso di una visita da parte dello stesso Ananga al governatore locale Peter Obi. Non si tratta di una individuazione casuale, visto che l’Anambra non è altro che lo stato nigeriano in grado di svolgere il compito più importante dal punto di vista dell’industriale e dello sviluppo imprenditoriale.

Tra l’altro, secondo una recente indagine che è stata effettuata dal locale istituto di statistiche, è proprio in questa zona della nazione che si trova il maggior numero di aziende di piccole e medie dimensioni, tanto che si può parlare a ragione di una leadership piuttosto solida per quel che riguarda ben quattro settori industriali, tra cui quello automobilistico. Il ministro ha anche esaltato il lavoro sin qui svolto dal governatorato in merito al sostegno e al patrocinio del Made in Nigeria, con molti beni che hanno ricevuto una attenzione tutta particolare, senza dimenticare l’incoraggiamento e il potenziamento di altri ambiti industriali e del comparto delle infrastrutture. Il meeting in questione è poi proseguito con le promesse e gli impegni del caso.

In particolare, Aganga ha assicurato la vicinanza stretta del governo federale, il quale non dimenticherà certo questa regione così ben sviluppata: nello specifico, sarà molto importante e strategico anche il ruolo svolto dagli industriali, in modo da perfezionare la crescita e lo sviluppo. Uno dei migliori ritmi che stato impresso in tal caso è quello della Innoson Vehicles Manufacturing Company, a conferma dell’ottima posizione che vanta il settore delle auto. Il settore manifatturiero, poi, dovrà continuare a beneficiare delle ottime esportazioni di materie prime e delle importazioni di prodotti finiti, attraverso il riposizionamento e il rafforzamento delle attività e focalizzando l’attenzione anche sulle aree che non sono competitive.

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