Rivoluzione industriale: il ruolo del progresso tecnologico

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Tra i fattori originali che sono alla base della Rivoluzione Industriale, quello che viene rappresentato dai progressi dal punto di vista tecnologico ha destato la maggiore attenzione tra gli studiosi e gli storici.

In effetti, secondo alcuni di essi, la creazione di una economia industriale moderna e ben sviluppata deve essere considerata come una vera e propria funzione del progresso tecnico e delle sue applicazioni dal punto di vista pratico: questa convinzione deriva dal fatto che soltanto alcune innovazioni tecnologiche riuscirono a rendere possibile il graduale rovesciamento dei secolari rapporti di squilibrio che esistevano fino ad allora tra la popolazione e le risorse a disposizione, i quali erano destinati in maniera inesorabile a bloccare qualsiasi tipo di evoluzione.

Bisogna però ricordare anche la lezione impartita dall’economista austriaco Joseph Alois Schumpeter; a suo parere, ogni innovazione dipendeva in larga misura dall’esistenza o meno di determinate condizioni favorevoli e vantaggiose, o almeno alcuni incentivi, sia dal punto di vista dell’offerta (gli esempi tipici sono offerti dalle valide risorse umane e materiali) che da quello della domanda (un mercato ampio e beneficiato dalla flessibilità dei prezzi). Questo vuol dire che il progresso tecnologico non è una reale propulsione, autonoma e spontanea, che non fa alcun riferimento alle condizioni del mercato del lavoro e al movimento delle tariffe.

Se si prende a modello il caso dell’Inghilterra, quello più rappresentativo di tutta la Rivoluzione Industriale, allora ci si accorge che la scarsa manodopera spinse le imprese e le aziende a rinnovare in modo completo gli impianti; negli anni successivi, poi, questi stessi attori adottarono su più vasta scala le nuove macchine. D’altronde, tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 i tassi di interesse cominciarono ad aumentare sempre più, inducendo gli imprenditori e gli inventori a ricercare delle nuove soluzioni dal punto di vista tecnico che fossero più utili per ridurre in modo drastico l’incidenza del costo del capitale.

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