Il ruolo dell’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (Uni)

di Simone Ricci Commenta

La sigla Uni sta a identificare l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, l’associazione senza scopo di lucro che presta la propria attività normativa in vari campi, in primis quello commerciale e industriale: l’ente iniziò la sua vita nel 1921 con il Comitato Generale per l’Unificazione dell’Industria Meccanica (Unim) e la proseguì a partire dal 1928 con l’Ente Nazionale per l’Unificazione dell’Industria. La trasformazione definitiva in quello che conosciamo oggi è invece avvenuta nel 1946. Di esso fanno parte diversi ministeri, amministrazioni statali, moltissime aziende industriali, istituti tecnici e scientifici di insegnamento e gli enti federati di unificazione, i quali rappresentano i settori di produzione. Il suo ruolo è fondamentale, dato che tale ente partecipa in rappresentanza del nostro paese all’attività normativa degli organismi di stampo internazionale che sono attivi nella normazione, come ad esempio l’Iso (International Standard Organization).

I compiti attuali dell’Uni sono tra i più svariati. Nel dettaglio, si tratta dell’elaborazione di norme sempre nuove, grazie soprattutto alla stretta collaborazione con altre parti interessate, ma anche della rappresentanza italiana per quel che riguarda la normazione mondiale e continentale, al fine di agevolare l’armonizzazione tra i vari regolamenti, e la pubblicazione e diffusione delle norme tecniche e dei prodotti editoriali. L’importanza dell’ente si riconosce perfettamente anche in relazione alla pubblicazione delle tabelle che si riferiscono ai criteri di unificazione adottati nei più diversi campi dell’industria e della tecnica. L’ultimo aggiornamento importante in questo senso risale proprio a tre giorni fa.

In quella occasione, infatti, la giunta esecutiva dell’Uni ha dato il via a un progetto di prassi di riferimento in merito al settore delle costruzioni, avvalendosi della preziosa collaborazione della Commissione Nazionale dei Comitati Paritetici Territoriali (Cncpt). L’obiettivo specifico in questo caso è molto ambizioso, dato che si punta a elaborare delle linee guida in grado di attuare le disposizioni sull’asseverazione che si trovano nel Decreto legislativo 81 del 2008.

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