Come funziona e come scegliere una telecamera acustica industriale

di Redazione Commenta

E’ importante per un’impresa fare in modo che ogni ingranaggio giri per il verso giusto, che i tempi tecnici siano sempre ottimizzati e che le operazioni di lavoro possano costantemente fluire nel migliore dei modi. Occorre insomma evitare che vi siano da affrontare costi imprevisti o problemi di continuità operativa né stop alla produzione. Tutte eventualità che in un’industria possono legarsi alla presenza di perdite di aria compressa, perdite di sistemi per la produzione di vuoto oppure di scariche parziali elettriche. Ecco perché è così importante provvedere nel corso del tempo a regolari ispezioni: stiamo infatti parlando di problemi in grado di causare sprechi energetici che costringono le aziende a sostenere spese extra e a rallentare il lavoro. Come agire? La cosa migliore da fare sarà optare per l’impiego della tecnica di imaging a ultrasuoni, con l’ausilio di una telecamera acustica industriale come ad esempio FlukeII900. Un sistema che si rivela del tutto idoneo alla rilevazione di simili problematiche e che si basa su una tecnologia di semplice utilizzo. Si possono abbattere i tempi di intervento rispetto ai sistemi tradizionali. Vediamo allora quali sono le principali caratteristiche che è bene ricercare quando si tratta di scegliere una telecamera acustica industriale.

La gamma di frequenze, il numero di microfoni e il loro posizionamento

Per prima cosa dovrà essere valutata la gamma di frequenze della telecamera. Non bisogna credere che ne serva una particolarmente ampia per fare in modo di captare più suoni possibile. La più efficace gamma di frequenze, quando si tratta di rilevare una perdita di aria compressa, resta infatti compresa tra i 20 e i 30 kHz. In questo modo, è molto più facile distinguere il semplice rumore di fondo della fabbrica dalla pericolosa perdita di aria compressa. Il motivo? In entrambi i casi, viene seguita la medesima tendenza di ampiezza decrescente all’interno della gamma di frequenze, che va da 30 a 60 kHz (ecco che distinguere i due suoni è più arduo). Così, la telecamera che opera in una gamma 20-30 kHz è più affidabile oltre che efficace.

Altro elemento da valutare per la scelta della telecamera acustica industriale è poi quello relativo al numero di microfoni presenti sull’apparecchio. Più sono, più sarà semplice catturare anche suoni molto lievi. Sono normalmente presenti decine di microfoni MEMS (sistemi micro elettromeccanici), caratterizzati da un ridotto consumo energetico e decisamente stabili. Ovviamente a influire molto sulle performance della telecamera acustica sarà il posizionamento di questi microfoni, determinante per la rilevazione sia dell’origine del suono che della sua direzione. Grazie ai dati raccolti da ciascun microfono, lo strumento è in grado di misurare le differenze sia di fase dei segnali che quelle di temporizzazione. Ciò gli consente di calcolare esattamente quale sia la posizione della fonte. E’ importante che i microfoni si trovino raggruppati, in modo tale che l’acquisizione dei dati relativa alle onde sonore possa essere sufficiente a stabilirne la provenienza. La presenza del giusto numero di microfoni aiuta anche a captare rumori a grande distanza o particolarmente silenziosi. Da valutare infine anche la potenza di calcolo e l’analisi fornita dalla telecamera acustica industriale, assieme al software a corredo.

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