Eni e Snam insieme per il metano auto

di Daniele Pace Commenta

Eni e Snam si preparano alle restrizioni che l'Europa imporrà ai motori diesel, con l'aumento delle stazioni di rifornimento.

Eni e Snam si preparano alle restrizioni che l’Europa imporrà ai motori diesel, con l’aumento delle stazioni di rifornimento. Saranno più di 300 le nuove istallazioni, a partire dal 2021, quando i diesel saranno penalizzati come lo sono oggi in Gran Bretagna, dove esiste una tassa di 25 sterline al giorno per chi utilizza questo tipo di veicolo in città. Attualmente in Italia abbiamo già la rete più grande del continente, e solo l’anno scorso sono state vendute 43000 nuove unità a metano, non molte rispetto al passato, tanto che sono già un milione i veicoli circolanti con questo carburante. Oggi l’Italia vanta 1000 stazioni di rifornimento, più che negli altri paesi, e il mercato vanta oltre il miliardo di metri cubi consumati. L’investimento per i nuovi impianti, circa 300, sarà di circa 150 milioni di euro, fino al 2021, per la Snam, che si dedicherà al gas compresso e a quello liquefatto.

Le due società pubbliche giocheranno un ruolo fondamentale per il futuro dei carburanti, e si pensa di risparmiare, con il metano, circa il 60% dell’attuale consumo di benzina e gasolio. La maggior parte delle nuove istallazioni sarà dedicata al sud, visto che il nord è già ben fornito di distributori.

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