Fincantieri: i sindacati dalla parte dell’ad Giuseppe Bono

di Clara Commenta

I sindacati di Fincantieri sono in allarme dopo la notizia di una possibile sostituzione dell’amministratore delegato Giuseppe Bono come riportato qualche giorno fa dal Fatto Quotidiano.

Sembra che al posto di Bono dovrebbe andare l’amministratore di Atac, Paolo Simioni, nome che la Cassa depositi e prestiti dovrà valutare nel consiglio di amministrazione che si riunirà il 6 marzo.

Per i sindacati e per qualche esponente politico, Fincantieri non si tocca e Bono deve rimanere nel suo attuale ruolo.

“Un gravissimo rischio per il futuro della nostra azienda” commenta la RSA dirigenti Fincantieri di Trieste in merito a questa sostituzione e si schiera per la “continuità di azione dell’attuale management, che ha dimostrato la capacità di ottenere risultati straordinari”.

Per la Segreteria FIM-CISL e UILM-UIL provinciale di Venezia “ipotizzare la sostituzione dell’attuale amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono è pura miopia istituzionale”.

“Una eccellenza italiana come quella dell’azienda guidata dall’attuale ad Bono – precisano – va tutelata e difesa senza alcun indugio e non, come parrebbe emergere da quanto letto ieri, buttata in pasto ad umori e giochi di potere che rischiano di arrecare danni irreparabili”.

Duro il commento della R.S.U. Fim-Uilm Fincantieri di Monfalcone sulla notizia della possibile uscita di Bono. “Apprendiamo con sgomento – afferma il sindacato – che Fincantieri sarebbe finita sul ‘banco da macello’ delle nomine politiche in barba ad ogni logica industriale e meritocratica”.

Fim-Uilm Fincantieri di Monfalcone osserva inoltre che l’attuale ad “con una politica lungimirante condivisa con le organizzazioni sindacali ed i lavoratori, anche attraverso confronti e scontri, nel corso degli anni ha reso questa Azienda leader campione mondiale conquistando mercati civili e militari in ogni continente, garantendo la crescita dell’occupazione con carichi di lavoro mai registrati nella storia della navalmeccanica”.

“Vogliamo – conclude – che non sia una questione di poltrone. Chiediamo rispetto per il lavoro, pretendiamo rispetto per chi porta valore al paese”.

Per il segretario generale della Uilm di Genova, Antonio Apa, “la politica dovrebbe tenere conto dei successi che Fincantieri ha portato al rilancio dell’industria italiana e del sistema paese. Sono pochi oggi in Italia gli ad che possono vantare simili successi di questa portata”.

“Fincantieri – ha conclude Apa – ha vinto la scommessa di essere leader mondiale nel suo settore, mediti bene la politica, in corso delle nomine perché noi non permetteremo e lo denunceremo in tutte le sedi con l’aiuto dei lavoratori di destrutturare questo grande gruppo industriale”.

Per il vicepresidente nazionale di Unioncamere Antonio Paoletti la sostituzione di GiuseppeBono alla guida di Fincantieri è “uno scherzo di Carnevale anticipato, mal riuscito e inopportuno”.

Lapidario ma tutto a favore dell’ad Giuseppe Bono, il commento del Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: “Come c’è il fantacalcio c’è il fantanomine”.

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