Le mole senza centri di Magni Abrasivi

Magni Abrasivi, società di San Donato Milanese che è attiva sin dal lontano 1965 nello sviluppo e nella distribuzione di abrasivi efficaci ed evoluti, si è segnalata per un nuovo contributo, vale a dire quello relativo alla mola senza centri: il metodo in questione è molto particolare, ma si può descrivere in maniera semplice. Anzitutto, la molatura a cui si sta facendo riferimento viene perfezionata attraverso la rettifica periferica esterna di un determinato pezzo che è in rotazione. Quest’ultimo, poi, viene rettificato con una transazione di tipo assiale oppure a tuffo. Il passaggio successivo prevede il trascinamento in rotazione del pezzo stesso da parte di una mola conduttrice: la velocità raggiunta, comunque, non supera mai quella della mola operatrice.

lavoro

Caratteristiche e funzionamento della mola industriale

Il funzionamento della mola è semplice, ma essenziale per molti tipi di industria: in effetti, si tratta dell’utensile politagliente che presenta degli spigoli di taglio (in gran numero e affiancati tra di loro), costituiti a loro volta da altrettanti granelli abrasivi, i quali sono in grado di asportare i trucioli delle dimensioni più piccole. Sono almeno tre le operazioni industriali in cui sono impiegate le mole. La prima di esse consiste appunto nella molatura, in cui si richiede una semplice asportazione di materiale senza esigenze di finitura e di precisione (il tipico esempio è quello della sbavatura relativa alle fusioni).

Utensili industriali: il divisore meccanico e ottico

Il divisore è l’accessorio tipico delle fresatrici universali che si sfruttano a livello industriale: il suo utilizzo è necessario per tre motivi distinti, vale a dire il sostegno del pezzo per tutta la durata dell’operazione, la realizzazione di fresature equiangolari o ad angoli determinati intorno a un cilindro e l’esecuzione di scanalature di tipo elicoidale. Il divisore è adoperato anche nell’ambito della rettifica, nel controllo di ampiezze angolari, nella tracciatura di cerchi graduati e in tutti quei casi in cui siano in gioco delle misure angolari. Un esempio molto interessante in questo senso è il divisore meccanico, la cui ruota elicoidale è calettata sull’albero del mandrino, il quale presenta nella parte anteriore una sezione filettata per il fissaggio di un normale disco autocentrante o di un disco menabrida.