Eni: i nuovi affari arabi. Giacimenti e Zohr

di Daniele Pace Commenta

Eni 2016-2019L’Eni si muove sul mercato arabo e piazza un altro colpo, cedendo il 10% del progetto Zohr agli emiri di Abu Dhabi in cambio di due concessioni, si tratta di uno scambio di interessi in cui l’Eni acquista il 5% del giacimento petrolifero di Lower Zakum (costo totale 300 milioni di dollari) e il 10% del campo sottomarino di Umm Sharif e Nasr (olio, condensati e gas, per un costo di 575 milioni di dollari). Gli 875 milioni di dollari investiti in questi acquisti per sfruttare i campi per 40 anni è compensato dalla cessione, agli stessi arabi, del 10% del campo sottomarino di Shorouk. Qui gli emiri hanno pagato, tramite Mubadala Petroleum, 934 milioni per questo pezzo di giacimento di Zohr, uno dei più grandi dell’area.
Le firme, tra il principe ereditario di Abu Dhabi Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e l’amministratoreAD di Eni Claudio Descalzi, sono state apposte davanti al premier italiano Paolo Gentiloni.

L’accordo serve a Eni per l’ingresso ad Abu Dhabi, uno dei paesi più importanti dal punto di vista petrolifero. Sono due concessioni di un giacimento enorme.

Soddisfazione anche da parte di Adnoc, per un accordo che conviene a tutti. In particolare, gli emiri vogliono portare la produzione a 3,5 milioni di barili, ma soprattutto migliorare nel campo della raffinazione e la produzione di derivati petrolchimici. Qui gli investimenti vogliono portare a raddoppiare e triplicare gli investimenti.

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