Cina: svolta ambientalista in economia

di Daniele Pace Commenta

cinaLa Cina non sarà più la fabbrica del mondo e basta. Il governo di Xi Jinping cambia gli obbiettivi e gli indirizzi economici e pone la crescita in secondo piano. La Cina sarà più attenta all’ambiente, e anche alle condizioni sociali della sua popolazione. Cresciuta a dismisura, e in un apparente deregolamentazione che ne ha fortemente modificato il tessuto sociale, oggi il gigante asiatico vuole responsabilizzarsi e non commettere gli stessi errori dell’Occidente.

La Cina ha dunque varato una nuova linea economica che prevede una piccola contrazione del Pil, dal 6,9% al 6,5%, per far posto a temi più umanistici. Non più Pil a ogni costa, ma qualità della vita, a primo posto.

È una scelta che la Cina può fare, senza problemi, visto che si tratta di una piccola rinuncia, dati i grandi numeri su cui gira la sua economia. A dare queste indicazioni è stato il premier Li Keqiang nella Assemblea nazionale di lunedì, in cui ha annunciato anche una diminuzione del debito cinese, e del rapporto con il Pil.
La bolla del debito inizia a preoccupare le autorità cinesi, che vogliono anche mettere un freno alla finanza speculativa e spericolata. Ora è stata commissariata anche la grande compagnia di assicurazioni Anbang e del petrolio Cefc, ma a settembre furono bandite tutte le ICO che in Cina avevano trovato terreno fertile.

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