Il settore trasporti delocalizzato nell’Europa dell’est

di Daniele Pace Commenta

L'industria italiana perde sempre più pezzi, e il settore dei trasporti su gomma, una volta punto di forza, è l'ultimo colpito dalla delocalizzazione verso l'est europeo.

L’industria italiana perde sempre più pezzi, e il settore dei trasporti su gomma, una volta punto di forza, è l’ultimo colpito dalla delocalizzazione verso l’est europeo. In questo modo si cerca di abbattere le tariffe del trasporto, e rimanere a galla durante la crisi. Le grandi aziende, che fanno affidamento sulle consegne via gomma, stanno sempre più scegliendo le aziende delocalizzate all’est, tanto che negli ultimi dieci anni, c’è stato un crollo di ben il 60% per i fatturati delle società di trasporto italiane. In questo modo, più di 3 miliardi di euro l’anno, si sono volatilizzati, per andare alle aziende di trasporti dell’est, che invece hanno visto crescere i loro fatturati, fino al 700%. La fetta di mercato per le imprese di trasportatori italiani si è ridotta al 12%, mentre dieci anni fa era del 32,7%. Al contempo, l’est ha visto crescere la sua fetta di mercato, dal 7% fino al 53%. Una vera e propria catastrofe per i 250mila trasportatori italiani, di cui quasi la metà autonomi. Alla base della fortuna dell’est, sono gli stipendi, meno della metà rispetto a quelli dei colleghi italiani, che sono in media di 2000 euro netti. L’industria italiana, di cui quella dei trasporti rappresentava una quota importante, vede ancora una volta volatilizzare i propri fatturati.

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