Start-up, bene investimenti in Francia e Gran Bretagna. Male l’Italia

di Daniele Pace Commenta

START-UPPer chi vuole aprire una start-up, i paesi ideali sono la Gran Bretagna e la Francia, ma anche la Germania e un po’ la Svezia. Negli altri paesi invece, si investe troppo poco. Stiamo infatti parlando di fondi ricevuti per le start-up tecnologiche, che godono di molti finanziamenti soprattutto nei rimi due paesi.

La classifica

A sciorinare i dati, Tech.eu, Stripe e Techstars, al Web Summit di Lisbona. Sorprende il primato della Gran Bretagna, in sofferenza per la Brexit, che però riesce ad attrarre il 24,6% dei capitali investiti. Al secondo posto i francesi, con il 24% dei capitali, in aumento. La Francia potrebbe presto superare gli inglesi.
Si tratta di 3,6 miliardi solo nel primo semestre dell’anno, per tutta la Comunità Europea. La presenza di sviluppatori qualificati è il motivo più importante per il quale si indirizzano gli investimenti. Per questo alcuni paesi, tra cui il nostro, sarebbero molto indietro. Prima di noi la Spagna, con il 3,9%. L’Italia attrae l’1,92%, perché ha meno del 2% degli sviluppatori.

Nel dato nazionale, i nostri sviluppatori sono presenti in particolare a Roma e Milano, che si posizionano attorno al 30° posto.
Sembrerebbe una buona posizione, ma il confronto con città che sono vicine in classifica farebbe pensare l’opposto, visto che si tratta di luoghi con una popolazione nettamente minore, come Breslavia e Edimburgo.

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