Gli usi dei turbosoffianti e dei turbocompressori

di Simone Ricci Commenta

Tra le varie macchine pneumofore (quelle che funzionano tramite aria, gas o vapore) possiamo sicuramente inserire anche i cosiddetti turbosoffianti e i turbocompressori.

Di cosa si tratta? Nello specifico, la girante, ovvero l’organo rotante della macchina, viene a essere costituito da una serie di elementi (il numero preciso è compreso tra quindici e venticinque), i quali sono in grado di comprimere per stadi successivi: il lavoro di compressione, quindi, viene ridotto in maniera notevole dalla refrigerazione continua delle parti fisse, visto che vi sono dei serpentini refrigeranti che si interpongono fra dei gruppi di quattro o cinque stadi successivi. Il loro utilizzo è particolarmente indicato per comprimere a pressioni molto modeste e con forti portate.

I pregi sono presto detti, si tratta del limitato ingombro, dell’accoppiamento diretto con i motori elettrici o le turbine a vapore, la possibilità di grandi modifiche della quantità e una grande uniformità della corrente gassosa, esente da qualsiasi tipo di olio. Una tipologia molto interessante è quella dei soffianti e dei compressori a stantuffo: in questo caso, la compressione avviene in uno o in più cilindri che sono disposti in serie, raffreddati poi a camicia di circolazione d’acqua o anche con dei refrigeranti intermedi. La distribuzione del fluido, invece, avviene con delle valvole automatiche e raramente a cassetto, a causa dei forti attriti che si possono creare.

Per quel che concerne, poi, i compressori a gradini, c’è da dire che per ridurre il consumo di energia è necessario realizzare una compressione che sia prossima all’isotermia; la refrigerazione del cilindro non è più sufficiente, pertanto si comprime in dei cilindri successivi. L’operazione è consigliata anche per diminuire l’effetto del cosiddetto spazio “nocivo”, il quale, oltre un certo limite di pressione, tende ad annullare la portata di un compressore a un solo cilindro. L’impiego, infine, deve essere limitato a delle portate che non superare gli 0,8 metri cubi al secondo.

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