Ventilatori industriali: la distruzione dei rifiuti solidi

di Simone Ricci Commenta

La cosiddetta “termodistruzione” può essere una soluzione molto valida per l’incenerimento dei rifiuti di tipo solido.

Si tratta di un importante metodo per ottenere risorse energetiche, ma nel corso di questo processo si vengono a formare fumi dall’alto contenuto di particolato, ossidi di zolfo e azoto, composti organici armatici e altri acidi; pertanto, appare necessario trattare nella maniera più giusta e rapida i fumi di tale incenerimento. La temperatura utilizzata in tal senso arriva fino a 850° C, dunque occorre prestare la massima attenzione ai fumi in uscita dal post-combustore. Come è possibile ottenere un risultato simile?


I ventilatori industriali sono tra i più utilizzati: ad esempio, le industrie adottano in gran parte dei casi degli scambiatori, all’interno dei quali gli stessi fumi riescono a cedere una parte del loro contenuto termico, così da ridurre sensibilmente l’impatto ambientale.

Altri sistemi, inoltre, consentono di raffreddare i fumi fino a temperature di saturazione, in modo che poi si possano lavare con una soluzione di soda ed eliminare le polveri in eccesso. Un ultimo apparecchio molto utile è senza dubbio il depolveratore, il quale pulisce in automatico il tessuto filtrante: ogni impianto avrà le sue necessità di lavaggio (frequenza, durata e molto altro) e tali prodotti sono in grado di diversificare le operazioni in base ad esse.

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