Social bonus recupero immobili pubblici: come funziona

di Daniele Pace Commenta

Dal 2 agosto è scattato il bonus per il recupero dei beni pubblici inutilizzati o sequestrati alle mafie, con un credito di imposta del 65%, chiamato social bonus.

Dal 2 agosto è scattato il bonus per il recupero dei beni pubblici inutilizzati o sequestrati alle mafie, con un credito di imposta del 65%, chiamato social bonus. Si tratta del nuovo credito d’imposta per chi farà delle donazioni in denaro per aiutare il progetto che punta a recuperare gli immobili pubblici inutilizzati o quelli confiscati alla criminalità e poi assegnati a questi enti terzi per conto dello stato. Naturalmente lo scopo sociale deve essere l’obbiettivo per accedere ai fondi. Il 65% è garantito ai soggetti Irpef, mentre alle società viene garantito il 50%. Entrambi i crediti, saranno usufruiti in tre anni, suddivisi con pari importo. Il governo ha apportato anche delle modifiche di “trasparenza” per i fondi donati, con le informazioni che dovranno essere pubblicate sui siti degli enti riceventi, e anche sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Contestualmente, il decreto modifica anche delle norme sul 5 per mille, con la creazione di uno specifico registro dove si dovranno iscrivere i soggetti interessati a ricevere i finanziamenti. Quindi Ong e associazioni dovranno essere più che trasparenti, nella pubblicazione degli scopi e dei finanziamenti. Il governo sta insomma riorganizzando tutta la politica del 5 per mille, e saranno previste delle sanzioni per chi non rispetterà le nuove norme di trasparenza.

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