Supermercati: secondo Oxfam lo sfruttamento è alto

di Daniele Pace Commenta

agricolturaOxfam fa i conti ai supermercati e nel suo ultimo rapporto, “Maturi per il cambiamento”, denuncia lo sfruttamento di lavoratori e coltivatori. I generi alimentari porterebbero tanti soldi ai grandi distributori, ma pochissimo a chi lavora e chi produce.

Secondo il rapporto, la metà del costo pagato dal consumatore per un prodotto va al supermercato, e solo il 5% arriva al coltivatore che ha lavorato duramente i campi.

Il rapporto

Il rapporto “Maturi per il cambiamento” ha studiato la situazione delle grandi catene europee e statunitensi. uno studio che analizza le politiche di alcune tra le maggiori catene di supermercati in Europa e negli Stati Uniti.
Sono molti gli esempi, come ricorda il rapporto, di “piccoli coltivatori e i lavoratori nella stragrande maggioranza dei casi vivono in povertà”. Viene fatto quello dei coltivatori di tè indiano o di fagiolini verdi del Kenya, che vivrebbero sotto la soglia di povertà, pur lavorando molto.
Anche le campagne italiane sono piene di lavoratori e produttori sottopagati. Sono molte le storie ricordate dal rapporto, come quella di Paola Clemente, morta di lavoro nelle campagne.

Spesso si lavora dalle 6 del mattino alle 6 di sera, senza giorni liberi, per una paga di soli 25 euro.

In Italia il problema poi è quello dell’assenza di contratti. Sembra che solo nell’agricoltura, i lavoratori a nero, sfruttati con contratti irregolari, siano addirittura 430.000.

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