Fondi per l’agricoltura a rischio mafioso

di Daniele Pace Commenta

agricoltura

I fondi europei destinati all’agricoltura italiana, i PAC (politica agricola comune) sono a rischio di infiltrazione mafiosa, come spesso capita nel nostro paese, e così la mafia rischia di riprendere dalla finestra, ciò che aveva perso dalla porta, con il paradosso che siano proprio le associazioni a cui sono affidati i terreni sequestrati alla criminalità ad essere le più sfavorite.

Infatti vi sono delle distorsioni nei meccanismi di assegnazione, che consentono alla mafia di continuare ad usufruire dei fondi anche dopo il sequestro e l’assegnazione dei terreni.

Insomma, la truffa dei PAC è dietro l’angolo, come in Calabria, secondo la denuncia del presidente della cooperativa “Valle del Marro” Domenico Fazzari, dove la ‘ndrangheta continua a produrre e guadagnare anchee su terreni che le appartengono più.
E si tratta di una fetta complessiva di 52 miliardi in sei anni, di cui 10 circa a carico dello stato, fino al 2020. In pratica, 7 miliardi e mezzo l’anno sono a rischio mafioso. Un giro d’affari dietro cui spesso si nasconde la truffa della mafia, perché lo stato controlla, per legge, solo le assegnazioni superiori ai 150mila euro. Il certificato antimafia viene così aggirato facendo richieste minori alla cifra minima, mentre paradossalmente, il poco peso politico delle associazioni, rende le richieste dei cittadini onesti molto complicate, anche perché, nel caso di terreni confiscati, il cambio di nominativo deve essere trasferito dal tribunale, ma questi, specie nel sud, sono ridotti ai minimi termini.

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