Un 2012 negativo per il pomodoro da industria

di Simone Ricci Commenta

Il 2012 è stato un anno a dir poco negativo per i lavorati del pomodoro del nostro paese. Questa produzione alimentare, infatti, ha risentito in maniera evidente della siccità e del crollo dei consumi, un mix micidiale di fattori. Gli 8,1 punti percentuali persi nel giro di un anno sono una testimonianza tangibile di quanto avvenuto, numeri messi in luce dal Distretto del Pomodoro da Industria Nord Italia. Questo specifico distretto è stato infatti interessato lo scorso anno da ventitré aziende operative (cinque cooperative per la precisione) e da ventotto stabilimenti di trasformazione.

Tutta questa forza lavoro è stata in grado di coinvolgere 2,289 milioni di tonnellate di pomodoro da industria, mentre invece nel 2011 si erano sfiorati i 2,5 milioni. Approfondiamo meglio il fenomeno in questione. Il 45,1% di questa importante materia prima trasformata è stato sfruttato per produrre dei concentrati, diversamente da quanto avvenuto un anno prima, con una percentuale pari al 56,6%. In aggiunta, un terzo del pomodoro è servito per la produzione di polpe, vale a dire estruso e polpa fine, con un calo annuo di 6,2 punti percentuali. Non è andata meglio neanche alla produzione di passate (19,5%, in calo di un punto percentuale), ma soprattutto alla produzione di sughi, visto che nel giro di 365 giorni si è passati dal 18% ad appena il 2%.

Una piccola quota (0,2%) è andata appannaggio dei fiocchi di pomodoro. Gli scambi industriali delle passate di pomodoro hanno lasciato spazio al settore alberghiero e a quello della ristorazione. Come evidenziato dallo stesso Distretto, il 2012 è stato un anno difficile sia per l’Italia si a livello internazionale, con l’Europa particolarmente penalizzata dai consumi. Ci si sta impegnando a invertire questo trend, in primis ottimizzando gli investimenti, con l’Emilia Romagna e la Lombardia a farla da padrona, oltre a nuove attività prioritarie relative alla sperimentazione del settore. Il 2013 subirà ancora questa influenza, ma deve essere l’anno della svolta.

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