I produttori di conserve chiedono protezione. Prezzi e qualità troppo bassi

di Daniele Pace Commenta

pomodoroI produttori di conserve alzano la voce per segnalare i loro problemi, che sono prezzi di vendita troppo bassi, che coincide anche con una bassa qualità. Le conserve sono un prodotto di primaria importanza per il nostro paese, imitate e ammirate in tutto il mondo.

La conserva di pomodoro italiana è un prodotto conosciuto come italiano al 100%, ma la concorrenza asiatica è diventata un problema enorme per i nostri produttori.

I valori della conserva

L’associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione del pomodoro al mondo Anicav fa sentire la sua voce. Il nostro paese è il primo esportatore di prodotti a base di pomodoro, oltre che essere il simbolo della nostra cucina.

Secondo l’Istat, nel primo semestre di quest’anno la produzione è aumentata dell’11%, ma il valore economico solo del 7,7%.
Il problema è il costo dei pomodori e dei suoi derivati, che non può essere solo dibattuto quando si parla di sfruttamento del lavoro e di caporalato. Secondo l’associazione Anicav, si dovrebbe stabilire un minimo. Così ha commissionato la ricerca “Analisi del costo industriale nel settore delle conserve di pomodoro” al Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Sono stati inclusi tutti i costi industriali, per stabilire che, il costo medio di produzione industriale del pelato da 500 grammi è di 0,228 euro. Poi c’è il cubettato (sempre da 500 grammi) a 0,222 euro, e la bottiglia di passata (700 grammi) a 0,384 euro.

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