I 219 anni della sgranatrice di cotone di Whitney

di Simone Ricci Commenta

Il 14 marzo del 1794, esattamente 219 anni fa, veniva ottenuto un brevetto fondamentale per quel che riguarda la sgranatrice del cotone. L’evento va ricollegato all’iniziativa di Eli Whitney, un inventore e ingegnere americano, considerato a ragione l’inventore di questo macchinario, oltre che uno dei più importanti personaggi che hanno influito sulla crescita industriale degli Stati Uniti tra fine ‘700 e inizio ‘800. Ma perché questa sgranatrice fu considerata tanto importante all’epoca? La sua conseguenza più immediata fu senza dubbio quella di aumentare la produzione del cotone nel paese, il quale disponeva di vastissimi spazi per la coltivazione.

Fino a quel momento il processo era molto lento, visto che bisognava pulire la pianta e separare la fibra dai semi, ma questa macchina fu una sorta di rivoluzione. Nel dettaglio, Whitney aveva ideato uno strumento che era capace di pulire ben cinquanta libbre (circa una ventina di chilogrammi per la precisione) di fibra di cotone ogni giorno. Il macchinario consisteva essenzialmente in un cilindro realizzato in legno, con tanto di file di chiodi o di acciaio: le loro piegature consentivano alla fibra stessa di essere trascinata mediante delle apposite sbarre. La griglia poi era stretta al punto da non far passare i semi. Tra l’altro, esisteva sia una versione portatile che una fissa per impianti più grandi.

Al giorno d’oggi si sottolinea soprattutto la lentezza e l’eccessiva intermittenza della sgranatrice di Whitney, ma era stato compiuto un importante passo in avanti dal punto di vista industriale. La sgranatura permette di separare la fibra di cotone dai semi, dalle capsule e dai residui. Inoltre, essa viene distinta in base alla lunghezza, visto che le fibre più lunghe sono sfruttate all’interno del settore tessile. Quelle corte, al contrario, servono per le imbottiture, per migliorare l’isolamento termico e quello acustico, per dar vita a cotoni idrofili e ovatte, oltre che per la produzione del cosiddetto fulmicotone (la nitrocellulosa).

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