Come funzionano le serrature a cilindro

di Simone Ricci Commenta

Le serrature a cilindro esistono da moltissimo tempo. Nel lontano 1844, infatti, l’americano Linus Yale pensò bene di utilizzare una combinazione di piccoli perni per riuscire a fermare una serratura. I perni in questione sono divisi tra loro, mentre nel nucleo centrale possiamo trovare i perni pieni, diversamente dalla parte fissa, dove si trovano quelli cosiddetti “a guscio”. Se nella serratura in questione non c’è la chiave, allora le molle sotto i perni a guscio spingono questi all’interno del nucleo. Di conseguenza, in questa maniera il nucleo stesso non può mai girare.

I perni a guscio, inoltre, sono di uguale lunghezza, mentre quelli pieni variano parecchio, dato che la loro lunghezza corrisponde a quella delle tacche della chiave. Solamente quando si provvede a inserire quest’ultima, allora la linea di separazione tra i perni pieni e i perni a guscio si allinea con la parete del nucleo. È a questo punto che il nucleo può essere girato: attraverso l’utilizzo di una piccola leva trasportatrice esso manovra la serratura della porta. Altre chiavi sono in grado anch’esse di abbassare i perni, ma non fino al punto che viene raggiunto in questa situazione, vale a dire l’allineamento perfetto alla parete.

Le buone serrature a cilindro sono capaci di resistere alla perforazione, ad esempio mediante dei perni realizzati in acciaio duro e sfere d’acciaio nei canali delle mole. Tali serrature, poi, hanno tra i cinque e i sette perni nelle conformazioni maggiormente diffuse per quel che riguarda la chiusura. I sette perni sono la scelta ideale per gli impianti di chiusura in cui con una sola chiave si possono aprire in contemporanea più serrature, ad esempio il portone e anche la porta di casa. Tale adattamento viene reso possibile andando a suddividere più volte i perni. È per questo motivo che le serrature a cilindro si sono affermate nel tempo e si sono diffuse praticamente in tutto il mondo.

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