FCA, dopo il crollo di ieri si tenta il recupero. Manley e la continuità

di Daniele Pace Commenta

FCALa FCA sta vivendo giorni difficili, dopo la morte di Sergio Marchionne. Oltre al lutto, deve fare i conti con la sfiducia del mercato, che ieri ha punito il titolo con un crollo del 15,5%. In pratica si sono volatilizzati 4 miliardi di capitali per il gruppo del Lingotto.

Questa mattina il titolo tenta il recupero, con un più 4% di media. Anche Ferrari sale del 2,15% e Exor del 1,8%.

Il futuro aziendale

Il futuro aziendale, senza Marchionne, appare più incerto. Non è chiaramente solo la morte del manager ad agitare i mercati. In particolare è il calo dell’utile nel secondo trimestre, assieme al ribasso delle stime sui ricavi di quest’anno, che ha inciso sul titolo del Lingotto.

Marchionne dava certamente più garanzie, e ora starà al suo successore, Manley, rincuorare i mercati. Per Mike Manley bisogna confermare i recenti successi di Jeep e Ram, ma anche riproporsi negli altri segmenti industriali, per battere la concorrenza, anche in continenti difficili.

E il continente del futuro è certamente l’Asia, e la Cina in particolare. Qui Fca non riesce a tenere il passo con la concorrenza, e gli utili non decollano.

Poi ci sono le dimissioni di Alfredo Altavilla, deluso dalla successione, che era il responsabile europeo.

Qui Fca aveva una fetta consistente del mercato, e la perdita del manager potrebbe avere dei contraccolpi.
Ma Manley ha dichiarato: “Non credo che l’uscita di Altavilla impatterà sulla nostra strategia”.

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