La gestione delle temperature nell’industria

di Redazione Commenta

Quello dell’industria è un pianeta grande e complesso, con i suoi tempi e ritmi vorticosi, alla continua ricerca di sempre nuove soluzioni per intercettare le richieste e gli umori dei mercati. Ci sono determinati momenti e ambiti cruciali per l’intero processo produttivo, come ad esempio quelli relativi alla gestione della temperatura. Un gesto solo all’apparenza semplice e banale, che può avere importanti risvolti dal punto di vista della qualità di materiali e prodotti finali. Per conoscerne velocemente la temperatura ecco che viene in aiuto l’alta tecnologia: con i termometri adesivi termocromici la risposta sarà sempre sotto gli occhi.

Si tratta di una particolare strumentazione che può essere utile non soltanto, come è facile immaginare, in relazione a quelle aziende di tipo alimentare, ma anche e molto spesso in ambito industriale per tutta una serie di prodotti che hanno bisogno di mantenersi in un certo stato per non rischiare danneggiamenti: l’obiettivo è evitare di incorrere in una riduzione delle performance finali o in una perdita delle qualità specifiche. Esistono due distinte tipologie di termometri adesivi termocromici, capaci di rispondere ad esigenze particolari: sono reversibili o irreversibili. Ora vedremo le differenze e le varie possibilità di applicazione, tenendo presente un dettaglio importante, che riguarda la lettura dell’informazione desiderata: sarà sempre chiara e molto semplice, in grado di assicurare un buon livello di ottimizzazione dei tempi tecnici.

I termometri adesivi termocromici reversibili e irreversibili

Quando si parla di termometri reversibili sarà utile sapere che il riferimento, in genere, è a quella strumentazione come gli indicatori del pericolo di ustioni ma anche i termometri termosensibili per misurare la febbre. In merito poi alla loro struttura, è possibile affermare che i cristalli liquidi legati alla realizzazione del display sono di tipo organico, derivanti in particolare dal colesterolo: questi hanno una struttura molecolare capace di espandersi e contrarsi nel momento in cui la temperatura cambia. Simili e particolari cristalli sono anche estremamente versatili, per cui si potranno progettare e calibrare in modo da assumere un colore diverso al cambio di temperatura: rosso, blu e verde. Quest’ultimo è comunemente utilizzato e preso come punto di riferimento per la misurazione della temperatura. Mentre i termometri reversibili si caratterizzano per un utilizzo pressoché continuo, indicando una certa temperatura in una scala preimpostata, quelli irreversibili si rivelano particolarmente utili nella misurazione della temperatura di un prodotto alimentare. E’ questo infatti l’ambito industriale all’interno del quale se ne fa un più ampio utilizzo: una volta che il termometro avrà raggiunto una certa soglia di gradazione non potrà più tornare indietro. Un’operazione decisiva per verificare che un certo prodotto si sia ben conservato nel tragitto che lo ha condotto a destinazione, senza aver subito contaminazioni legate all’eccessivo freddo o al troppo calore (che potrebbero averne causato un’alterazione delle proprietà). Infine è bene precisare che esistono due principali categorie di rilevazione, sia per i termometri reversibili che quelli irreversibili: ci sono quelli per la misurazione del calore in grado di registrare temperature anche altissime e quelli per monitorare il freddo, in grado di rilevare temperature di parecchio sotto lo zero.

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