Mirano: la Casa dell’energia dell’Itis Primo Levi

Gli alunni e i docenti dell’Istituto Tecnico Industriale Statale Primo Levi di Mirano (siamo in provincia di Venezia) sono gli autori di un progetto molto importante che ha a che fare con l’ambito immobiliare: in effetti, si tratta di una casa futuristica che prende spunto dai migliori criteri di sostenibilità ambientale, visto che l’obiettivo principale è quello di ridurre al massimo i consumi di energia. Non a caso, il nome scelto in questo caso è “Casa dell’energia”, non un progetto qualsiasi, ma una creazione industriale che è stata riconosciuta in modo positivo in tutto il nostro paese, tanto che perfino la provincia di Venezia ha voluto investire in maniera concreta su di essa. Il via libera definito risale ormai allo scorso mese di aprile, mentre la fine di questo anno dovrebbe essere determinante per far partire i lavori veri e propri.

Entrando maggiormente nel dettaglio, si tratta di una cittadella scolastica, con duecento metri quadrati di superficie e con una concezione che rende possibile sostituire le parti tecnologiche e quelli edili. Il mese di dicembre del 2013, invece, sarà con tutta probabilità quella della conclusione del cantiere. Come ha spiegato chiaramente Paolo Della Vecchia, assessore all’Ambiente della cittadina veneta, c’è grande soddisfazione per un progetto così ambizioso e virtuoso.

Agli studenti dell’Itis Levi l’idea è venuta in mente dopo una importante partecipazione al concorso dell’Unione EuropeaProgetta l’energia”: in pratica, si sta facendo riferimento all’uso di tecnologie innovative e anche sperimentali, in modo da potenziare la produzione di energia elettrica e termica, senza dimenticare la costante attenzione rivolta ai flussi energetici relativi al funzionamento degli impianti industriali. Oltre al comune e alla scuola in questione, il coinvolgimento ha riguardato perfino alcuni soggetti privati, visto che c’è bisogno di tanti contributi, come ad esempio quelli sulla ricerca in tema di bioedilizia e a tutte le tecnologie che si possono definire “nuove”.