Reporting climatico al via: cos’è e cosa cambia per le aziende

di Redazione Commenta

 

In anticipo rispetto al più recente G7, i ministri delle Finanze dei Paesi appartenenti all’esclusivo gruppo hanno dato il via libera al reporting climatico, ovvero all’obbligo – per le aziende – di inserire nella propria rendicontazione finanziaria periodica quali sono stati gli impatti sul clima e sull’ambiente dei loro investimenti e delle attività della compagnia.

La decisione è stata assunta nella riunione di due giorni del 4 e del 5 giugno, su iniziativa della Gran Bretagna. Una decisione comunque non agevole, che non ha avuto una vita piuttosto semplice e che, peraltro, non è certo arrivata alla sua definitiva conclusione.

Ad ogni modo, per il momento si può esprimere una discreta soddisfazione. Recependo le raccomandazioni effettuate dalla Taskforce on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), il procedimento passa dal G7 alle scrivanie del G20, che potrebbe assumere una decisione piuttosto simile. Ma cosa cambierà?

Se l’accordo entrasse realmente in vigore (il condizionale non può che essere d’obbligo), allora il reporting sarà uno strumento utile per valutare il comportamento delle aziende. Gli investitori, gli altri stakeholders, le comunità, i semplici cittadini, saranno in grado di valutare con maggiore trasparenza l’operato delle compagnie rispetto ai parametri come la protezione ambientale, la tutela degli ecosistemi e la perdita di biodiversità.

L’obiettivo ultimo è evidentemente quello di mobilitare i finanziamenti del settore privato necessari, e rafforzare la politica dei governi per soddisfare gli impegni delle emissioni nette zero. Di qui – si legge nel comunicato finale del vertice – il sostegno a un passaggio a informative finanziarie obbligatorie relative al clima, che forniscano informazioni coerenti e utili per le decisioni dei partecipati al mercato, e che si basino sul già rammentato TCFD, in linea con i quadri normativi nazionali e con la necessità di soddisfare l’esigenza di informazioni di qualità, da parte degli investitori.

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