L’affinazione del vetro e dei metalli industriali

di Redazione Commenta

Con il termine affinazione, nel settore industriale si può fare riferimento sia al vetro che ai metalli. Procediamo dunque con ordine. Nel primo caso, si tratta di un processo di omogeneizzazione a cui viene sottoposta la massa di vetro fuso. Il trattamento in questione ha una durata di circa quattro-sei ore e si esegue a una temperatura che è compresa tra i 1.400 e i 1.500 gradi, in modo da rendere la messa stessa ancora più fluida. Per ottenere il rimescolamento della massa alle miscele di partenza è sufficiente aggiungere in alcuni casi l’anidride arseniosa, la quale, oltre a rendere il vetro molto più scorrevole, alle alte temperature tende a vaporizzare, producendo uno sviluppo di bolle.

Un rimescolamento viene ottenuto anche immergendo nel vetro fuso un pezzo di legno verde o anche una patata, che decomponendosi sviluppa forti quantità di vapori. Una volta che sono stati ottenuti il rimescolamento in questione e l’omogeneizzazione della massa, si lascia il tutto in riposo per la sua chiarificazione. In ambito metallurgico, invece, si parla di affinazione quando si opera per eliminare le impurità da certi metalli o leghe. In genere si opera sul materiale che è stato sottoposto a fusione, facendo in modo che le sostanze indesiderate formino dei composti insolubili nel metallo e passino nella scoria, oppure si volatilizzino.

Tuttavia, per poter ottenere dei materiali di grande purezza si ricorre in prevalenza al processo elettrolitico. Molto più recentemente, per realizzare materiali puri in modo quasi assoluto, come richiesto, ad esempio, per il germanio utilizzato nei componenti elettronici, è stato messo a punto un metodo consistente nel portare a incipiente fusione una piccola zona di una bacchetta del materiale. Spostando in modo molto lento questa zona in una direzione, si provoca anche la migrazione delle scorie. L’operazione viene ripetuta più volte finché le impurità risultano pressoché totalmente concentrate in un estremo della bacchetta, che viene asportato.

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