L’utilità industriale della desolforazione

di Simone Ricci Commenta

Il termine desolforazione si riferisce sia all’industria chimica che a quella metallurgica. Nel primo caso si tratta di una serie di reazioni e operazioni che provocano la riduzione o l’eliminazione dello zolfo o dei suoi composti da una sostanza; in particolare, la desolforazione risulta essere molto utile in ambito enologico, visto che consente di allontanare l’eccesso di anidride solforosa che viene aggiunta al mosto per conservarlo. In questo caso, essa viene attuata con l’areazione o con il riscaldamento del vino.

Nell’industria petrolifera, invece, la desolforazione è uno dei processi di raffinazione delle benzine e consiste nell’eliminazione di mercaptani, di idrogeno solforato e di zolfo libero per ossidazione con la cosiddetta “miscela Doctor”, composta da idrato sodico più ossido di piombo; in alternativa, si procede con l’estrazione tramite solvente o per decomposizione catalitica. Per quel che concerne, al contrario, l’industria metallurgica, si parla dell’operazione che serve a eliminare lo zolfo da un metallo fuso, di cui costituisce appunto una inopportuna impurità. Nel caso della ghisa, lo zolfo, proveniente dal combustibile, viene “allontanato” in parte nell’altoforno stesso, attraverso l’aggiunta di manganese, che si trasforma poi in solfuro. Nell’affinazione della ghisa in acciaio, una desolforazione più complessa si ottiene con ulteriore aggiunta di manganese o di calce.

Il processo che riguarda le leghe di ferro è in genere resa necessaria dal fatto che lo zolfo tende a formare dei solfuri, i quali peggiorano le caratteristiche meccaniche del metallo. La desolforazione del rame e, in particolare, della metallina, si esegue in speciali convertitori in cui si insuffla l’aria che provoca la combustione dello zolfo. Processi di torrefazione si sfruttano per eliminare lo zolfo da alcuni minerali che sono reperibili in natura sotto forma di solfuri e che conviene trasformare in ossidi prima di procedere a ulteriore affinazione: volendo essere ancora più precisi, non si può che fare riferimento al rame stesso e al piombo.

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