Chimica industriale: le olefine

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Le olefine sono degli idrocarburi alifatici insaturi, a catena aperta, e con un doppio legame chimico tra due atomi di carbonio. Esse sono dette anche alcheni o alchileni. L’aspetto fisico con cui si ha a che fare è molto simile a quello degli oli. Il fatto che siano idrocarburi insaturi dipende essenzialmente dal fatto che è possibile aggiungere al doppio legame degli atomi di idrogeno o di altri elementi, formando in questa maniera dei composti nuovi di zecca. A seconda degli atomi di carbonio, assumono diverse caratteristiche: ad esempio, quando sono compresi tra due e quattro, esse risultano gassose a temperatura e pressione ordinarie, mentre con cinque o più atomi le olefine sono di solito liquide a temperatura ordinaria, senza dimenticare che sono comunque tutte poco solubili in acqua.

Non ne esistono di libere in natura, più che altro si formano in notevole quantità nel corso dei processi di cracking del petrolio, quando si deve produrre una benzina. La preparazione, inoltre, può avvenire anche per disidratazione dei corrispondenti alcoli, per rimozione dell’alogenuro di idrogeno degli alogeni alchilici, oppure per pirolisi dei corrispondenti acetati o con metodi sintetici. L’idrogeno reagisce con le olefine sotto l’azione di catalizzatori come il nero di platino o il nichel finemente suddiviso, per formare le corrispondenti paraffine. In presenza di taluni catalizzatori, due o più molecole di olefine si combinano per formare dei polimeri.

Esse reagiscono molto bene anche in presenza di catalizzatori, con composti organici come le isoparaffine, gli idrocarburi aromatici e i fenoli, per formare prodotti di addizione di grandissima importanza industriale , utilizzati nella produzione di benzina avio e altro. A fianco delle olefine si trovano le diolefine, ma bisogna ricordare anche le triolefine (tre doppi legami), nonostante c’è chi preferisce indicare con il più semplice termine “olefina” qualsiasi tipo di idrocarburo insaturo alifatico che contiene uno o più doppi legami.

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