Estrusori per la plastica: tutto quello che c’è da sapere e perché installarli in azienda

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Sempre più aziende decidono di far installare all’interno dei propri impianti degli estrusori per la plastica: di che tipo di macchinari si tratta? A che servono? E cosa bisogna sapere prima di cercare a propria volta un’azienda fornitrice? Proviamo, seppur brevemente, a rispondere a domande come queste.

Gli estrusori per la plastica sono macchinari costituiti da un cilindro al cui interno ruotano una o due viti senza fine. Le viti pressano il materiale plastico fino ad ottenere forme dalla sezione costante, come ad esempio profili, tubi, lastre, granuli e pellet. L’industria medica così come quella chimica, solo per fare due esempi, sono oggi tra i comparti che più frequentemente fanno ricorso alla plastica estrusa per le sue ottime qualità, che la rendono molto performante. Gli estrusori inoltre sono particolarmente indicati per il riciclo delle materie plastiche, trasformando gli scarti della lavorazione in componenti che possono essere utilizzati a loro volta come materie prime per la produzione di oggetti in plastica riciclata.

Far installare degli estrusori è, insomma, un passo obbligato se si intende realizzare in casa il compounding (o compoundazone) della plastica: l’alternativa è vendere i propri residui plastici a imprese specializzate perché li trasformino a propria volta in grezzo, ma è un’alternativa non sempre praticabile per assenza di realtà che operino nel settore in prossimità dei propri impianti e comunque mai remunerativa come autoprodurre plastica estrusa da reimmettere nel proprio circolo produttivo o da rivendere.

Guida essenziale agli estrusori per la plastica

Naturalmente, vista la sempre maggiore popolarità del compounding della plastica e il numero sempre maggiore di aziende che optano per una soluzione come questa di economia circolare, sono aumentate nel tempo sia il numero di case madri che si occupano di produzione e assemblaggio di linee di estrusori e sia le tipologie di estrusori che si possono far installare. Nella scelta della tipologia di macchinari da adottare, un aspetto importante da considerare è il reale volume della plastica da lavorare: per quanto di semplice gestione, infatti, gli estrusori sono per lo più macchinari a ciclo continuo, in cui il rapporto costi-benefici risulta più positivo tanto più vengono sfruttati in maniera estensiva e su larga scala. Per capire, seppure per sommi capi, come funzionano gli estrusori, basti considerare che nella maggior parte dei casi si tratta di estrusori bivite come ad esempio gli estrusori per materie plastiche di Bausano, una delle aziende leader nel settore del compounding e rigenerazione della plastica. L’effetto combinato della compressione e del calore fa sì che la plastica introdotta all’interno degli estrusori, dopo aver subito degli appositi processi per l’eliminazione di eventuali residui di colorazione, venga sciolta in strutture tubulari, profili, granuli, pellet.

La qualità del materiale ottenuto, che si traduce a propria volta nella possibilità di riutilizzare la plastica estrusa per un gran numero di lavorazioni differenti, dipende essenzialmente dalla qualità dei macchinari e dalla cura avuta nel loro assemblaggio. Malfunzionamenti e interruzioni dell’operatività della macchina possono tradursi, infatti, in minori opportunità di guadagno dal compounding della plastica realizzato all’interno dell’impianto.

Per questo è fondamentale assicurarsi di rivolgersi ad aziende produttrici di estrusori con una certa esperienza, così come è importante assicurarsi che le stesse siano in grado di fornire soluzioni personalizzate e personalizzabili a seconda di quelle che sono le reali esigenze dell’impianto e, ancora, un’assistenza continua e dedicata per tutta la durata in vita della linea di estrusori.

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